• francesco garofoli pittore artista (12)

BIOGRAFIA

Francesco Garofoli nasce a Sassoferrato nel 1928. Nel 1947 si iscrive alla Scuola d’Arte di Urbino, specializzandosi in litografia. Termina gli studi nel 1952. Nel 1953 l’Accademia Raffaello di Urbino gli conferisce il diploma di merito. Nel 1951 è tra i tre fondatori della Rassegna d’Arte “G. B. Salvi”. Nel 1988 viene nominato Cavaliere della Repubblica dall’allora presidente Francesco Cossiga. Per molti anni insegna disegno e storia dell’arte nelle scuole superiori, coltivando contemporaneamente la produzione artistica nel campo grafico e pittorico. Giornali, riviste e molte pubblicazioni hanno seguito la sua attività. Ha tenuto numerose mostre personali in Italia e all’estero, ricevendo consensi e premi; sue opere sono state esposte, oltre che nelle maggiori città italiane anche Parigi, Tokio, Hong Kong, Città del Messico, Guadalajara, Cracovia, Zaragozza. La sua carriera di artista ci è stata riassunta in poche righe dal suo amico e critico Fabio Ciceroni: “Quell’angolo di universo che si svela per una delicatezza sospesa, e che può risultare imprendibile all’osservatore frettoloso dell’oggi, e che si ha quasi il pudore di rivelare per paura di non trovarne la misura espressiva, Francesco Garofoli lo ha fatto affiorare lungo tutta la sua sensibile fatica d’artista”. Sempre attento alle emozioni visive e ben poco alle tendenze, prosegue il suo percorso artistico in un ricercato isolamento, nel silenzio, in una sorta di purezza intellettuale e spirituale. Il 24 agosto del 2014 Francesco, “uno degli allievi più bravi dell’Istituto d’Arte di Urbino», così come soleva definirlo Carlo Ceci, suo docente e artista raffinato, ci ha lasciato. Con lui se ne va gran parte della ragione di vita di sua moglie Maria, sua compagna per settanta anni. La sua vita e la sua smisurata ricerca della bellezza del segno e all’armonia delle cose ci rimangono in eredità attraverso le sue opere. L’ultimo giorno della sua vita, io, accanto al suo letto, lo ascoltavo mentre parlava di arte; l’ultimo giorno… Caro splendido padre, vorrei che tu fossi qui, e parlarti, io, quasi sessantenne, ora che tolleranza e tranquillità hanno soffiato via la mia anima ribelle. E sentire ancora il suono delle tue parole d’amore per l’antica Sentinum, come in quel giorno del 24 di agosto. (l.g.)